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	<title>Due parole...</title>
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		<title>Anche le zebre vanno di fretta! [TrainLife]</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 15:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fermi ad aspettare vicino ai binari, oltre la striscia gialla, con indosso borse grandi piene di tutto ma soprattutto di speranze, in attesa di quel treno che rappresenta il sogno di una vita migliore e che porta al posto di lavoro in una città che non è tua. Mi piaceva abbastanza viaggiare in treno, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fermi ad aspettare vicino ai binari, oltre la striscia gialla, con indosso borse grandi piene di tutto ma soprattutto di speranze, in attesa di quel treno che rappresenta il sogno di una vita migliore e che porta al posto di lavoro in una città che non è tua.<br />
Mi piaceva abbastanza viaggiare in treno, ma mi piace di più adesso che purtroppo non ho più quel motivo valido per prenderlo tutti i giorni: quel motivo si chiama <em>lavoro</em>. Treno che ho aspettato per tre anni alle 7.29 del mattino al binario 5 insieme a centinaia di persone che si muovevano tra Grosseto e Firenze. Ricordo soprattutto il mio primo anno da pendolare quando prendevo l&#8217;appuntamento in &#8220;coda al treno&#8221; con la mia amica d&#8217;università che arrivava perfettamente truccata, mentre io era già tanto se trovavo il tempo per fare colazione prima d&#8217;uscire di casa, sempre di corsa per paura di perdere l&#8217;autobus per la stazione. C&#8217;era la routine dell&#8217;attesa al solito posto perchè il pendolare ha il suo punto fisso, c&#8217;è quello che aspetta in coda al treno e quello che spera di trovare ancora un posto libero &#8220;in punta&#8221;. Il treno che diventa un microcosmo di microstorie non direttamente raccontate ma vissute sotto gli occhi degli abbonati.<br />
C&#8217;era l&#8217;ex concorrente dell&#8217;Isola dei famosi che era tornato al lavoro di tutti i giorni e a Pontedera aspettava che salisse la fidanzata, lui le occupava un posto libero per non rischiare di farle fare il viaggio in piedi, perchè a Pontedera il treno era già quasi tutto pieno. Voci di corridoio dicevano che si erano conosciuti ritrovandosi spesso nella stessa carrozza&#8230; tra una chiacchiera e l&#8217;altra&#8230; ;-)<br />
E la coppia sposata che saliva insieme ma lei scendeva a Empoli e lui a Rifredi incontrava l&#8217;amante al bar della stazione, dove compravo il panino per il mio pranzo in treno, facevano colazione e poi proseguivano insieme la strada&#8230; E non sopportavo quella ragazza che appena seduta tirava fuori dalla borsa un piccolo beauty case con i trucchi, che si limava le unghie facendomi stridere i denti. Il suo era un make-up impegnativo che durava un&#8217;ora intera! C&#8217;era pure una ragazza che con il suo indistinguibile accento sardo non mancava di telefonare tutte le mattine alla madre e mi faceva sentire un po&#8217; a casa. E poi la signora senegalese che per praticità portava la figlia all&#8217;asilo nel paese in cui lavorava, la pettinava sempre in treno perchè era l&#8217;unico momento in cui riusciva a farla star ferma ed era diventata la mascotte dello scompartimento, con quel visino furbetto, le extension che si staccavano ogni volta e la madre raccoglieva quei finti capelli lunghi con un elastico e un grande fiore di stoffa&#8230; una piccola coda disordinata ma simpatica e lo smalto smangiucchiato sulle unghie. Aveva solo tre anni, sembrava una piccola signorina e faceva già una vita da pendolare.<br />
Già! Le storie dei pendolari, diverse tra loro ma tutti con gli occhi all’orologio per misurare il tempo, tempo che diventa prezioso per chi viaggia per lavoro&#8230;<br />
Chi con in mano la ventiquattr’ore, chi con lo zainetto alle spalle, chi solo con un plico di documenti nella borsa. Chi con l’iPad o un quotidiano, chi con il notebook e la testa già al lavoro, chi come me al mattino presto pensava solo a riposarsi, ascoltare un po&#8217; di musica, guardare fuori dal finestrino e osservare&#8230;<br />
E all&#8217;arrivo tutti pronti ad alzarsi verso l’uscita prendendo il ritmo di marcia veloce per poi dissolversi in direzioni e vite diverse.</p>
<p><em>&#8220;Anche le zebre vanno di fretta!&#8221;</em><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://lapulcericama.blogspot.it/2008/09/per-rinfrancar-lo-spirito.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-353" title="graffiti" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2012/05/graffiti.png" alt="" width="674" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: center;">- Il sottopassaggio della Stazione Rifredi [Firenze]. Foto di <a title="Foto di Lucia Gori" href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/f-sA2ZLiyeUZn7DvxOLedg" target="_blank">Lucia Gori</a> -</p>
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		<title>Come un palloncino</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 19:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei riuscire a prendere ancora tutto con la stessa leggerezza dei miei vent&#8217;anni. Se mi innamoravo pensavo: &#8220;non mi considera? Allora poco importa, tanto basterà un mese per dimenticare&#8221;. Adesso ci impiego anni e col cavolo che non importa! Vorrei avere la stessa leggerezza dei miei vent&#8217;anni quando, se qualcuno mi faceva un torto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei riuscire a prendere ancora tutto con la stessa leggerezza dei miei vent&#8217;anni. Se mi innamoravo pensavo: &#8220;non mi considera? Allora poco importa, tanto basterà un mese per dimenticare&#8221;. Adesso ci impiego anni e col cavolo che non importa! Vorrei avere la stessa leggerezza dei miei vent&#8217;anni quando, se qualcuno mi faceva un torto per me era finita, ma era finita per davvero. Ora invece desidero sempre tenere tutte le persone a cui tengo come palloncini attaccati a un filo per non farle volare via e, forse per insicurezza e un po&#8217; per errori, quando la situazione mi scappa di mano, quel filo vorrei subito riprenderlo e, avendo provato la paura di perderlo, da quel momento non vorrei più farlo scappare via&#8230; Mi servirebbe nuovamente la spensieratezza di quegli anni quando guardavo i palloncini volare via senza domandarmi: &#8220;che fine fa un palloncino che vola trascinato dal vento?&#8221; C&#8217;è sempre qualcuno da qualche parte che come me cercherà di riprenderlo, ma so che in fondo quello che consiglierei è di lasciarlo libero di andare via e senza rimpianti, allontanarsi senza voltarsi.</p>
<p><em>Rincorrerti, senza riuscire a prenderti.</em><br />
<em> Come un palloncino che scappa dalle mani, vorrei lasciarti andar via [tanto non tornerai indietro].</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="Balloon" src="http://i31.photobucket.com/albums/c359/artemisia_1975/Balloon_Boy_by_MikePMitchell.jpg" alt="Balloon" width="675" height="500" /></p>
<p style="text-align: center;">- Illustrazione di <a title="Il blog di Mike Mitchell" href="http://mikepmitchell.blogspot.it/">Mike Mitchell</a> -</p>
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		<title>La radio trasmetterà&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 20:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una vecchia radio sulla mia scrivania che non funziona più tanto bene, ancora sintonizzata su RadioDue perchè, in sottofondo, mentre studiavo c&#8217;era sempre la programmazione di quella che allora si chiamava RadioVerdeRai. La accendevo alle tre del pomeriggio, e in quel momento iniziavano i miei compiti ma anche i miei sogni&#8230; Alla radio trasmettevano un già affermato Luca Carboni e nasceva artisticamente anche Samuele Bersani con &#8220;Chicco e Spillo&#8221;, e io adoravo lui e quel maglione a strisce che indossava nel <a title="Il video di Chicco e Spillo" href="http://www.youtube.com/watch?v=goiDznjpHgs" target="_blank">video</a>, di una taglia più grande della sua. Iniziavano a sentirsi anche le prime canzoni di Biagio Antonacci che trovavo straordinario anche quando sembrava gli scoppiasse un polmone per un banale acuto. :-)<br />
Nella mia top c&#8217;era anche lui, Bracco di Graci, che a sentire le mie amiche lo ascoltavo solo io, eppure era una &#8220;penna&#8221; delicata, apprezzata sia da Morandi che da Dalla, peccato che nel tempo purtroppo si sono perse le tracce ed è tornato alla vita di tutti i giorni. Questi cantautori per me erano parolieri educati e sensibili e in comune avevano pure la città di provenienza: Bologna. Quando li sentivo alla radio pensavo che mi sarebbe piaciuto iscrivermi all&#8217;Università di Bologna, città della musica, dove la creatività fa da padrona. Poi, ho dovuto scegliere di studiare a Pisa ma il mio primo viaggio con gli amici è stato proprio la&#8230; ricordo l&#8217;emozione di trovarmi in una città tanto sognata e scoprire che in effetti Piazza Maggiore è veramente una &#8220;piazza grande&#8221;, eppure il 4 marzo è stata troppo piccola per Lucio Dalla, per riuscire a &#8220;contenere&#8221; tutta la gente che l&#8217;ha voluto ricordare nella sua città.<br />
Bologna in questi giorni piange, ma la radio trasmetterà&#8230;</p>
<p><em>&#8220;La radio tocca tutti intimamente e personalmente: il suo aspetto più immediato è un&#8217;esperienza privata.&#8221;<br />
Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, 1964. </em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://i31.photobucket.com/albums/c359/artemisia_1975/3986524856_7f14f48064_o.jpg" alt="" width="675" height="675" /></p>
<p style="text-align: center;">- Foto di <a title="Lo spazio Flickr di GubaGallery" href="http://www.flickr.com/photos/cubagallery/">CubaGallery</a> -</p>
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		<title>Ricomincio da qui</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 22:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricomincio a scrivere qui. Splinder chiude ma io no, io ho voglia di scrivere nuove pagine. Che strano, pensare che ho passato tanti anni a parlare di me, su questo blog è stato sempre così facile scrivere, perchè negli ultimi mesi non ci riesco più? Non molti giorni fa sono stata a Roma e ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricomincio a scrivere qui. Splinder chiude ma io no, io ho voglia di scrivere nuove pagine. Che strano, pensare che ho passato tanti anni a parlare di me, su questo blog è stato sempre così facile scrivere, perchè negli ultimi mesi non ci riesco più? Non molti giorni fa sono stata a Roma e ad un colloquio di lavoro mi hanno chiesto &#8220;Parlami di te, descriviti&#8230;&#8221;. Non sono riuscita a farlo, o meglio, non come avrei voluto. Sembra la cosa più semplice al mondo e invece in quel momento non sapevo dove inziare. Forse perchè negli ultimi mesi non ho avuto molto da dire, o forse al contrario ho così tante cose da raccontare e non so più da dove iniziare? Ricomincio da qui, ricomincio, senza nessuna riflessione personale, ma riprendendo a scrivere le mie &#8220;Due parole&#8230;&#8221; in uno spazio nuovo, con una grafica che non mi soddisfa come il vecchio blog, realizzato in poco tempo a disposizione per me e che forse presto cambierò. Per ora ho scelto qualcosa di semplice e di più leggero rispetto al precedente, dicono che sul web vanno di moda i temi minimalisti, con pochi &#8220;ghirigori&#8221;, quelli che mi piacevano tanto, giustappunto. Ok, ho pensato: &#8220;Voglio un tema moderno, in html5 e CSS3 che sia <a title="Il sito di LukeW" href="http://www.lukew.com/ff/entry.asp?933" target="_blank">responsive</a> per modellarsi automaticamente ai diversi dispositivi mobili su cui viene visualizzato, senza la necessità di creare più versioni del sito, e poi&#8230; e poi lo voglio con un&#8217;animazione jQuery e gli origami&#8221;. E invece ho messo online quello con Pac-man. Penso una cosa e faccio il contrario, eh. Comunque, sappiate il perchè&#8230; il mio primo diario di scuola, quello della prima media aveva in copertina Pac-man e io lo odiavo tanto perchè era da maschietti e non avevo manco un computer per giocarci. Poi, con gli anni che passano i gusti cambiano, si inizia a soffrire della sindrome di Peter Pan e ora vorrei perfino dormire con la maglietta di Pac-man. Invece con lui per ora ho solo un blog, che poi non mi piace mica tanto, ma visto che mi sento tanto geek inside ora posso dire esserlo pure outside. ;-)</p>
<p>Io ricomincio da qui.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/15590098?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="670" height="495"></iframe></p>
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		<title>Frugando in un barattolo&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 20:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artemisia1975</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A volte frugare nel posto più impensabile fa bene all&#8217;umore, soprattutto quando siamo girati di scatole. Uomini! Donne! Bambini! Consiglio di aprire i cassetti, i barattoli dove vostra madre, vostra moglie e/o marito o voi stessi conservate le cose senza senso, insomma quelli dove finiscono pure le batterie semi scariche e la colla di 5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte frugare nel posto più impensabile fa bene all&#8217;umore, soprattutto quando siamo girati di scatole. Uomini! Donne! Bambini! Consiglio di aprire i cassetti, i barattoli dove vostra madre, vostra moglie e/o marito o voi stessi conservate le cose senza senso, insomma quelli dove finiscono pure le batterie semi scariche e la colla di 5 anni fa che ormai non attacca più, e i ritrovamenti potrebbero essere imprevedibili!<br />
Oggi il destino mi ha riportato tra le mani il mio vecchio orologio Hip Hop che avevo conservato ma non ritrovavo dagli anni 90 e come ho aperto quel barattolo sulla mia scrivania e l&#8217;ho visto in fondo, imboscato tra tutte quelle forcine ed elastici per capelli, il mio sorriso è diventato più grande del viso e sono andata di corsa sul terrazzo contenta come una bambina che ha appena ritrovato il suo gioco preferito &#8220;Guardate cosa ho ritrovato! Il mio vecchio Hip Hop!&#8221; E mia sorella &#8220;Uh! Il tuo vecchio Hip Hop! Che carinooo, era pure del tuo colore preferito!&#8221; E mia madre sorridente pure lei &#8220;Hai visto il destino? Proprio ora che sono tornati di moda e che volevi ricomprarlo. Visto che hai perso quello d&#8217;acciaio potresti usare questo!&#8221; E io: &#8220;Mamma, non per deluderti ma tu non ricordi più&#8230; non so se lo vedi&#8230; Anche gli orologi migliori prima o poi muoiono e questo è morto 20 anni fa e quando mi ha dato l&#8217;ultimo saluto, per disperazione l&#8217;ho smontato e provato ad aggiustare ma dopo aver fallito miseramente anche con l&#8217;ennesimo&#8217;intervento chirurgico la lancetta dei secondi è rimasta a spasso!&#8221; E subito dopo la risposta che speravo di sentire &#8220;Allora perchè non lo ricompri? Te lo regalo io!&#8221; Insomma, mica posso rifiutare l&#8217;offerta no? ;-)<br />
E seppur non sono una che impazzisce per gli orologi, per l&#8217;Hip Hop avevo letteralmente perso la testa. E&#8217; stato l&#8217;orologio che più ho desiderato e quando l&#8217;ho ricevuto in regalo ero incuriosita da quel suo cinturino di gomma profumato che i miei trasmettitori neurali percepivano alla fragola quando in realtà aveva un profumo buono ma tutto suo&#8230; originale pure in quello. Eh si, perchè per me bello e simpatico come l&#8217;Hip Hop non c&#8217;era nessun altro orologio e adesso <em>non vedo l&#8217;ora</em>&#8230; quando potrò finalmente guardarlo al mio polso mi ricorderò la spensieratezza di questo pomeriggio di metà agosto e del mio periodo da &#8220;paninara&#8221; negli indimenticabili anni 80.<br />
Già! Capita che frugando in un barattolo sorridi persino vedendo il fondo&#8230; ;-)</p>
<p><center><img class="aligncenter" title="Hip Hop" src="http://i31.photobucket.com/albums/c359/artemisia_1975/hiphop.jpg" alt="Hip Hop" width="1024" height="768" /></center></p>
<p style="text-align: center;">- <em>Dreaming my old Hip Hop</em> è una mia foto -</p>
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		<title>Questi uomini, chi li capisce!</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 20:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artemisia1975</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ah questi uomini, chi li capisce! Io veramente poco. Non mi piace generalizzare ma ultimamente ho notato che molti di loro hanno dei tratti in comune, perci&#242; se qualcuno ci si rispecchia, beh&#8230; &#232; molto probabile che io non stia parlando di te&#8230; :-P Bene, iniziamo con l&#39;uomo che per conquistare la tua simpatia inizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah questi uomini, chi li capisce! Io veramente poco. Non mi piace generalizzare ma ultimamente ho notato che molti di loro hanno dei tratti in comune, perci&ograve; se qualcuno ci si rispecchia, beh&#8230; &egrave; molto probabile che io non stia parlando di te&#8230; :-P<br />
Bene, iniziamo con l&#39;uomo che per conquistare la tua simpatia inizia subito a riempirti di complimenti.<br />
Lui: &quot;Mi piaci perch&egrave; sei semplice, mai volgare, bla bla bla&#8230;&quot;. Appena il tempo di finire la frase che ha gi&agrave; gli occhi puntati su una donna con perizoma in evidenza, minigonna e scollatura vertiginosa. Oppure su quella che parla sempre di sesso o che appena apre bocca dice pi&ugrave; o meno tre o quattro parolacce in una sola frase. :-/<br />
Quello che se la tira.<br />
Lui: &quot;Con te si parla bene, sei diversa dalle altre, bla bla bla&#8230;&quot;. Questo &egrave; il tipico uomo che all&#39;inizio ti fa sentire importante, poi gli scrivi qualche volta per conoscerlo meglio [e sottolineo conoscerlo] e, se sei fortunata di ricevere una risposta, fraintende facendoti capire che il tuo scopo &egrave; ottenere il numero di cellulare per chiamarlo giorno e notte. Hey! Hai dato per scontato che mi interessa avere il numero del tuo telefonino, quando non l&#39;ho mai chiesto a nessuno, se non per necessit&agrave;. Ma sappi che anche io, quando serve, so essere molto ma molto snob. :-P Non ho contato le volte che mi hai salutato in chat, ma se ti scrivo &egrave; perch&egrave; sarai stato sicuramente a muovere i primi passi verso di me, e ora te la tiri? ;-)<br />
Ma c&#39;&egrave; anche quello che sostiene di tenere a te.<br />
Lui: &quot;Sai che tengo a te, non ce bisogno che te lo ripeta&#8230; penso di avertelo dimostrato tante volte con i fatti&#8230; bla bla bla&quot;. Dopo una piccola discussione decido di chiarire telefonicamente verso le 22.00, non risponde ma ritento&#8230; Subito dopo ricevo un sms: &quot;Non posso parlare adesso, non voglio svegliare il gatto&quot;. Ma LOL!</p>
<p>
	Questo &egrave; solo qualche tratto tipico&#8230; ma sono certa che situazioni simili sono capitate a qualsiasi donna e che ognuna di noi ha in merito qualcosa da raccontare e aggiungere tra i commenti di questo post! Perch&egrave; questi uomini, chi li capisce!</p>
<p><center></p>
<p>
		<img alt="Uomo con palloncino" src="http://i31.photobucket.com/albums/c359/artemisia_1975/balloon.jpg" /></p>
<p>
		- <em>Balloon man</em> &egrave; una mia immagine -</p>
<p></center></p>
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		<title>Diversi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 20:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artemisia1975</dc:creator>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Pensavo in questi giorni a quanto possiamo essere diversi&#8230; nel senso che, quando si pensa diversamente non &#232; sempre facile sorvolare sulle differenze caratteriali e soprattutto &#232; difficile accettare gli altri. Sicuramente &#232; capitato a chiunque di parlare con qualcuno e accorgersi attraverso il dialogo che le cose in comune, in fondo, non sono poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensavo in questi giorni a quanto possiamo essere diversi&#8230; nel senso che, quando si pensa diversamente non &egrave; sempre facile sorvolare sulle differenze caratteriali e soprattutto &egrave; difficile accettare gli altri. Sicuramente &egrave; capitato a chiunque di parlare con qualcuno e accorgersi attraverso il dialogo che le cose in comune, in fondo, non sono poi cos&igrave; tante come uno spesso vorrebbe.<br />
Forse il mio &egrave; un pensiero un po&#39; banale ma quello che spesso mi domando &egrave; come trovare il giusto comportamento e l&#39;equilibrio necessario per rapportarmi con chi &egrave; diverso da me. Non &egrave; facile.<br />
Non &egrave; facile, per quanto si dica, accettare gli altri per quello che sono, e per quanto io ci provi mi rendo conto che non &egrave; una capacit&agrave; che si acquista condividendo quotidianamente l&#39;appartamento con altre persone, e che non sempre si acquista sbagliando e imparando dai propri errori ma vorrei almeno provare a capire, per quanto possibile, focalizzando l&#39;attenzione solo su quello che mi piace dell&#39;altra persona. Forse, cos&igrave; potrei riuscire inconsciamente ad accettare gli altri?<br />
Certo, sarebbe pi&ugrave; semplice se tutti fossimo diversi ma uguali come quando si parla di multiculturalit&agrave; ma credo che quando si tratta di caratteri divergenti, se siamo diversi siamo evidentemente diversi! Punto. E allora si che si crea casino, nella testa e nel cuore. E spesso fa male, ferisce.<br />
Eppure sarebbe cos&igrave; noioso se tutti fossimo uguali&#8230; non potrei stupirmi, non potrei sentire accellerare il battito ogni volta che incontro colui che sembra parli con la mia bocca.<br />
E chiss&agrave;, &quot;forse anche tu stai pensando che siamo troppo diversi&#8230;<br />
<em>[vorrei riuscire a guardare con i tuoi occhi]&quot;.</em></p>
<p><center><br />
	<img src="http://i31.photobucket.com/albums/c359/artemisia_1975/diversi.jpg" /><br />
	- <em>Diversi</em> &egrave; una mia immagine -</center></p>
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		<title>Gente come me&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 00:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artemisia1975</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro blog, ieri notte ti ho pensato tanto. Ho spento il PC perch&#232; avevo tardato troppo come mio solito, ma la voglia di parlare con te era tanta, non mi succedeva da molto, sai? Mi conosci bene ormai perch&#233;, anche se non mi dai&#160; mai risposte, mi accogli da quasi 7 anni. Non ti ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro blog, ieri notte ti ho pensato tanto. Ho spento il PC perch&egrave; avevo tardato troppo come mio solito, ma la voglia di parlare con te era tanta, non mi succedeva da molto, sai? Mi conosci bene ormai perch&eacute;, anche se non mi dai&nbsp; mai risposte, mi accogli da quasi 7 anni. Non ti ho mai ringraziato abbastanza per questo, cos&igrave; come non ho mai ringraziato apertamente le molte persone passate di qua, che con i loro semplici messaggi, mai banali, sono sempre riuscite a regalarmi un grande sorriso. Eppure io ho quasi smesso di scriverti, trascurando pure chi, con costanza e affetto, mi leggeva e mi consigliava. Si, perch&egrave; sono una maledetta abitudinaria e l&#39;idea che le persone delle quali mi piaceva leggere non postassero pi&ugrave;, mi ha messo una nostalgia di loro tale che non mi interessava pi&ugrave; farmi nuovi amici&#8230; sempre legata alla speranza che quelli vecchi tornassero, prima o poi.<br />
Nonostante tutto mi manca per&ograve; quella voglia di comunicare che c&#39;era in questo spazio virtuale, e che non c&#39;&egrave; su Facebook e non c&#39;&egrave; in nessun altro social network. A volte mi domando se esiste ancora gente che ha voglia di conoscere e sopratutto di farsi conoscere. Ieri ne parlavo con un amico e lui mi ha detto: &quot;Ma come, mi dici cos&igrave; nell&#39;era dei social network?&quot;. E&#39; vero, pare quasi contradditorio ma a me sembra che la maggior parte della gente non sappia esprimersi se non con pochi caratteri anche quando &egrave; fuori dal web e che, in fondo, non siano tanti quelli che amano condividere il proprio stato d&#39;animo con gli altri. Vedo attorno a me tanta paura di esporsi, persone che hanno paura di dire realmente ci&ograve; che pensano, persone che trovano pi&ugrave; facile condividere il pensiero di qualcun altro piuttosto che il loro. Sai, recentemente mi &egrave; stato detto che ho quasi &quot;fame&quot; di comunicazione. Io non so se realmente sia cos&igrave;, ma ho spesso bisogno di momenti di silenzio e di solitudine per pensare e mettere i tasselli al posto giusto e non sempre ci riesco da sola. Quando non ci riesco, preferisco chiedere aiuto piuttosto che chiudermi agli altri, cercando sempre una persona cara con cui parlare. Attorno a me invece c&#39;&egrave; solo gente di corsa che fa fatica a soffermarsi. Era bello qua su Splinder, avevo conosciuto tante persone simili a me, gente non solo interessata ad ascoltare ma anche pronta a capire.<br />
E anche se, dove tu non ci sei, ho sempre vicino le amiche di una vita con cui condividere i momenti belli e meno belli, un pezzetto di cuore &egrave; comunque rimasto legato a te e tra i commenti di questi pagine, perch&egrave; qua ho trovato gente come me. :-)</p>
<p><center><br />
	<img alt="Cuore" src="http://i31.photobucket.com/albums/c359/artemisia_1975/piece_of_heart.jpg" style="width: 450px; height: 450px;" /><br />
	- Immagine realizzata da me -</center></p>
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		<title>Così virtuale, così reale!</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artemisia1975</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Blogger, social addicted, internet dipendente. Potrei rinunciare a tutto [forse] ma non al mio computer. Tecnologica all&#39;ennesima potenza, negata per l&#39;algebra ma misteriosamente attratta dall&#39;informatica. La mia filosofia di vita potrebbe essere il codice binario&#8230; mi meraviglio solo a pensare che da due numeri convenzionali [0 e 1] si possano creare un&#39;infinit&#224; di cose che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Blogger, social addicted, internet dipendente. Potrei rinunciare a tutto [forse] ma non al mio computer.<br />
Tecnologica all&#39;ennesima potenza, negata per l&#39;algebra ma misteriosamente attratta dall&#39;informatica. La mia filosofia di vita potrebbe essere il codice binario&#8230; mi meraviglio solo a pensare che da due numeri convenzionali [0 e 1] si possano creare un&#39;infinit&agrave; di cose che vanno anche oltre la rappresentazione sullo schermo. Questo post lo dedico<em> &quot;a chi, come me, &egrave; entrato sui social network un po&#39; scettico e alla fine &egrave; stato letteralmente &quot;risucchiato&quot; ritrovando vecchi e nuovi amici, amori di una vita fa, legami straordinari, tanto che alla fine ci ha messo anche il cuore [almeno un pezzetto] e non riescono pi&ugrave; a farne a meno. Alla faccia di chi pensa che sul web nulla &egrave; reale!&quot;</em><br />
Dedicato a chi, ha trasformato il blog nel suo diario personale, senza temere di descrivere se stessi e la propria vita [reale e virtuale], senza paura di mostrare le fragilit&agrave; ma anche le proprie forze. A chi pensava che l&#39;importante &egrave; avere qualcosa da comunicare senza dare importanza al mezzo&#8230; che si &egrave; iscritto per passione su decine di social network scoprendo per&ograve; quasi sempre sapori agrodolci. E poi, ritrovarsi a rimpiangere il caro vecchio blog quasi abbandonato&#8230; perch&egrave; se blogger non si nasce ma si diventa, dentro lo rimmarrai comunque sempre! :-)<br />
A me, che grazie alle mie &quot;Due parole&quot; ho imparato a non nascondermi e a non trattenere le emozioni, che dopo aver scelto [come tanti] di dare un volto al mio avatar, vorrei essere guardata negli occhi e avere la possibilit&agrave; di poter guardare, con discrezione, in quelli degli altri.<br />
E pazienza se c&#39;&egrave; una &quot;vetrata&quot; pronta a dividerci&#8230; l&#39;importante &egrave; non considerarmi semplicemente un numero su Facebook o un banale avatar. Nessuno mi costringer&agrave; a stare chiusa in un mucchio di pixel solo perch&egrave; trascorro parecchio tempo al PC. Questo schermo potr&agrave; dividermi dagli amici virtuali, ma mi avvicina ai vecchi amici lontani.<br />
A chi, come me si sente cos&igrave; virtuale, cos&igrave; reale!</p>
<p>
<center><br />
	<img alt="Social addicted" src="http://i31.photobucket.com/albums/c359/artemisia_1975/social_addicted.jpg" style="width: 440px; height: 492px;" /></p>
<p>	&nbsp;</center><br />
<em><u>P.S</u></em>: il titolo di questo blog &egrave; ispirato a &quot;<a href="http://www.facebook.com/She.lorenzocalza" target="_blank">She</a>&quot;, le vignette di Lorenzo Calza e la frase in corsivo &egrave; la descrizione di <a href="http://www.facebook.com/pages/Faceheart/138271599528252" target="_blank" title="Suggerisci agli amici! Clicca su MI PIACE">Faceheart fanpage</a> che gestisco su Facebook insieme alla mia amica blogger <a href="http://ilcorpoeilcuoredilisa.splinder.com/" target="_blank" title="Il corpo e il cuore di Lisa">xasiax</a>.</p>
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		<title>Strane sensazioni [a pelle]</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artemisia1975</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete presente la classica stretta di mano? Quella che avviene quando qualcuno si presenta e ti dice il suo nome&#8230; che poi io non so perch&#232; ma dopo qualche secondo l&#39;ho gi&#224; dimenticato, ma vabb&#232;, questa &#232; un&#39;altra storia. Insomma, volevo descrivere quel momento in cui conosci una persona, la vedi e le stringi la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente la classica stretta di mano? Quella che avviene quando qualcuno si presenta e ti dice il suo nome&#8230; che poi io non so perch&egrave; ma dopo qualche secondo l&#39;ho gi&agrave; dimenticato, ma vabb&egrave;, questa &egrave; un&#39;altra storia.<br />
Insomma, volevo descrivere quel momento in cui conosci una persona, la vedi e le stringi la mano. Sono secondi in cui nella mia testa elaboro 50mila pensieri. C&#39;&egrave; quello/a che ha quasi paura di farti male e ti offre la stretta di mano molle, o chi te la stritola per 10 secondi senza lasciarla andare, secondi che sembrano non finire mai. Per&ograve; boh&#8230; mi domando, ma saranno attendibili tutti questi studi sulla personalit&agrave; in base ad una stretta stile pesce lesso o spacca ossa? Chiss&agrave;&#8230; magari si, per&ograve; a volte mica &egrave; sempre cos&igrave; eh. :-)<br />
Di recente ho conosciuto nuova gente, in questo caso non ricordo precisamente il momento della stretta di mano, ma ricordo bene l&#39;impatto visivo e gestuale che &egrave; stato spontaneo fin da subito. A volte si indovinano tante cose in pochi minuti, altre volte, mi rendo conto, come in questo caso, non si capisce proprio niente! Il fatto &egrave; che, un giorno, tornando a casa, dopo aver trascorso una giornata insieme, ho avuto la sensazione di un&#39;inversione di ruolo, e caspita! Allora si che &egrave; un casino e ti senti un po&#39; &quot;blah&quot;. Cos&igrave;, mi sono ritrovata a riflettere per strada, un pochino pensierosa. Nonostante avessi avuto un approccio positivo da subito, con il passare dei giorni, in alcune occasioni [e non so se sono stata io ad escludermi o a sentirmi esclusa], non &egrave; stato piacevole avvertire che quell&#39;amichevole &quot;feeling&quot; iniziale, che mi era stato confermato a parole, poi, nei fatti non riuscivo ad avvertirlo dall&#39;altra parte. So bene che non &egrave; giusto fermarsi all&#39;apparenza, so pure che anche un primo impatto positivo non sempre viene confermato da una conoscenza approfondita&#8230; Per&ograve;, uff! Sono proprio strane queste sensazioni a pelle! ;-)</p>
<p><center><br />
	<img alt="Stretta di mano" src="http://i31.photobucket.com/albums/c359/artemisia_1975/mani.jpg" style="width: 420px; height: 420px;" /></p>
<p>	- <em>I like you </em>&egrave; una mia immagine -</center></p>
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