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	<title>Due Parole</title>
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		<title>Anche questo e&#8217; Facebook</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 00:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.mariapiacossu.it/anche-questo-e-facebook/">Anche questo e&#8217; Facebook</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Facebook mi avverte che oggi è il compleanno di un mio vecchio &#8220;amico&#8221; conosciuto sul Blog. Voglio fargli gli auguri, anche se non aggiorna mai il profilo. Gli avevo scritto qualche mese fa, mi ero appena imbattuta in alcuni suoi commenti su post scritti nel 2006, volevo avere sue notizie ma non mi aveva risposto. [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/anche-questo-e-facebook/">Anche questo e&#8217; Facebook</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/anche-questo-e-facebook/">Anche questo e&#8217; Facebook</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Facebook mi avverte che oggi è il compleanno di un mio vecchio &#8220;amico&#8221; conosciuto sul Blog. Voglio fargli gli auguri, anche se non aggiorna mai il profilo. Gli avevo scritto qualche mese fa, mi ero appena imbattuta in alcuni suoi commenti su post scritti nel 2006, volevo avere sue notizie ma non mi aveva risposto. Strano, lui era sempre rispettoso, attento, gentile… non a caso su Splinder curava un blog di delicate poesie. Era anche un uomo di una cultura &#8220;imponente&#8221; e con una grande intelligenza.<br />
Beh, almeno gli auguri li leggerà, penso. Mi soffermo a curiosare sulla sua bacheca visto che non lo faccio da tantissimo tempo. Poi, questa notte voglio andare a dormire con un sorriso. La figlia lo prendeva sempre in giro, gli scriveva che doveva dimagrire, gli dava apertamente del &#8220;Vecchio cicciiiiioneeeeeee&#8221; e poi gli lasciava dei commenti con scritto &#8220;Però ti voglio bene ♥ &#8220;. Ricordo che sul blog trovava sempre la parola giusta, soprattutto quando scrivevo dei post un po&#8217; tristi. A volte, non so perchè, mi scriveva in privato delle bellissime lettere che iniziavano con &#8220;Ciao Sherazade&#8221;, lui mi chiamava così. Mi raccontò persino di un amore platonico per una blogger, chissà com&#8217;è andata a finire&#8230; Oggi sulla sua bacheca ho letto dei messaggi di cordoglio che risalgono a giugno 2012. Oddio! Ecco perché non mi aveva risposto! Che strano strumento Facebook… tra tanti contatti, una delle più belle persone conosciute grazie alla rete se n’è andata e io me ne accorgo quasi un anno dopo. Questa cosa mi fa riflettere e mi mette malinconia. Quando sto per chiudere la pagina, per un attimo, mi cade lo sguardo su un messaggio della figlia, scritto dopo la morte: “Babbo&#8230;.t&#8217;ho ciulato il mac air. ahahahhahaha. Quanto ce metterò a scocciallo????? ahahahahahahhaha! ♥ ♥ ♥” Rido. Non lo conoscevo bene ma di sicuro è stato un buon padre. Anche questo è Facebook. :-)</p>
<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/05/frase-sulla-vita.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2037" alt="Frase sulla vita" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/05/frase-sulla-vita.png" width="672" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: center;">- Parte di un lunghissimo commento tratto dal mio blog -</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/anche-questo-e-facebook/">Anche questo e&#8217; Facebook</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Invasioni Digitali. La cultura invade il web</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 16:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Dal 20 al 28 aprile si parte con le Invasioni Digitali. No, non è una guerra, anzi, uno degli slogan è proprio “Veniamo in pace”! Saranno giorni allegri in cui è permesso usare solo le armi della tecnologia: smartphone, videocamere e macchine fotografiche per condividere, in diretta, la propria esperienza sui social media. L&#8217;iniziativa nasce [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/invasioni-digitali-la-cultura-invade-il-web/">Invasioni Digitali. La cultura invade il web</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/invasioni-digitali-la-cultura-invade-il-web/">Invasioni Digitali. La cultura invade il web</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Dal 20 al 28 aprile si parte con le <strong>Invasioni Digitali</strong>. No, non è una guerra, anzi, uno degli slogan è proprio <em>“Veniamo in pace”!</em> Saranno giorni allegri in cui è permesso usare solo le armi della tecnologia: smartphone, videocamere e macchine fotografiche per condividere, in diretta, la propria esperienza sui <strong>social media</strong><b>. </b>L&#8217;iniziativa nasce da un’idea di Fabrizo Todisco in collaborazione con la Rete di travel blogger italiani di #iofacciorete, Indigeni Digitali, Officina turistica, Instagramers italia e l’Associazione nazionale piccoli musei, e prevede una serie di mini eventi (invasioni), presso musei, luoghi d&#8217;arte, oppure parchi naturalistici della nostra bella Italia. Può partecipare qualsiasi persona attiva sui social media, blogger, instagramer ma anche appassionati d&#8217;arte e fotografia.<br />
Al richiamo di <em>“</em>liberare la cultura<em>”</em> (#liberiamolacultura), gli invasori, nei giorni e agli orari programmati, promuoveranno e diffonderanno il patrimonio culturale usando tutti i principali social network: Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e Youtube. Le immagini e i video realizzati utilizzando l’hashtag ufficiale <strong> <i>#invasionidigitali</i></strong>, appariranno in tempo reale anche sul sito di <a href="http://www.invasionidigitali.it">Invasioni Digitali</a>, restituendo una mappatura di oltre 300 siti artistici e culturali d’Italia. Il risultato sarà un’immagine inedita della nazione perché all’evento partecipano anche realtà di piccole dimensioni e destinazioni che non fanno parte dei già noti circuiti turistici.</p>
<blockquote><p>Non si tratta solo di un mucchio di foto o di video che si verranno a creare ma di un forte sentimento di riappropriazione della nostra storia e della nostra cultura.</p></blockquote>
<p>Come spiegato sul blog di Invasioni Digitali, il progetto si basa su un <strong>modello partecipativo</strong> con lo scopo di rendere la comunità protagonista e attiva, e non spettatrice passiva ed inerte di uno “spettacolo” scritto da altri.<br />
Una buona occasione per i cittadini di non mostrarsi disinteressati e di fare qualcosa di concreto per il turismo, l’arte e la cultura, incoraggiando e liberando la conoscenza. Sarà capitato a tutti, entrando in un Museo di leggere cartelli con scritto “Qui non si possono fare foto”. Condivido perciò una frase di Francesco Todisco, per un’interessante intervista al <a title="Link all'articolo sul RollingStone Magazine" href="http://www.rollingstonemagazine.it/cultura/news-cultura/invasioni-digitali-la-cultura-italiana-salvata-da-internet/" target="_blank">RollingStone Magazine</a>: “Crediamo in nuove forme di conversazione e divulgazione del patrimonio artistico non più autoritarie, conservatrici, ma aperte, libere, accoglienti, ed innovative”. Un modello che cerca di seguire l’evoluzione della società, i progressi della tecnologia e della comunicazione sui social network, una comunicazione ormai sempre più condivisa, partecipata ed emozionale. Un evento nazionale che si prospetta il più grande social tour del mondo!</p>
<p>Sul sito <a title="Il sito di Invasioni Digitali" href="http://www.invasionidigitali.it/">www.invasionidigitali.it</a> trovate la mappa con tutte le invasioni così potete partecipare a quelle più vicine a voi.<br />
A me non rimane che ricordare l’invasione programmata a <strong>Bosa </strong>dove è consigliato iscriversi all&#8217;<a title="Link per l'iscrizione" href="http://www.facebook.com/events/518222688242539/" target="_blank">evento su Facebook</a>.<br />
Il <strong>25 aprile 2013</strong> invaderemo Il <strong>Museo delle Conce</strong>, <strong>Museo Casa Deriu</strong> e il <strong>Castello Malaspina</strong>.<br />
Partenza da Piazza Nassirya (Ponte pedonale) alle ore 11 per un giro città che prevede la visita al Museo delle Concerie.<br />
Nel pomeriggio, ci incontreremo alle ore 16 in Piazza Costituzione (Piazza Fontana) per la visita al Museo Casa Deriu e dopo al Castello Malaspina.<br />
L’ingresso sarà gratuito per la squadra degli invasori digitali che si sarà riunita nei luoghi e agli orari prefissati.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/04/et-invasionidigitali.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1991" alt="Veniamo in pace! #invasiondigitali" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/04/et-invasionidigitali.jpg" width="649" height="526" /></a></p>
<p style="text-align: center;">- E.T l&#8217;extra-terrestre, una delle mascotte di Invasioni Digitali -</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/invasioni-digitali-la-cultura-invade-il-web/">Invasioni Digitali. La cultura invade il web</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il primo telefonino non si scorda mai</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 18:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Risale esattamente a quarant’anni fa la prima telefonata da un cellulare. Era il 3 Aprile 1973 quando l&#8217;ingegnere americano Martin Cooper chiamò un collega, suo rivale della Bell Labs. Una telefonata storica che ha cambiato il nostro modo di comunicare: &#8220;Alla Motorola ce l&#8217;abbiamo fatta, la telefonia cellulare è una realtà&#8221;. Il cellulare pesava ben [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/il-primo-telefonino-non-si-scorda-mai/">Il primo telefonino non si scorda mai</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/il-primo-telefonino-non-si-scorda-mai/">Il primo telefonino non si scorda mai</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Risale esattamente a quarant’anni fa la prima telefonata da un cellulare. Era il 3 Aprile 1973 quando l&#8217;ingegnere americano Martin Cooper chiamò un collega, suo rivale della Bell Labs. Una telefonata storica che ha cambiato il nostro modo di comunicare: &#8220;Alla Motorola ce l&#8217;abbiamo fatta, la telefonia cellulare è una realtà&#8221;. Il cellulare pesava ben 1 kg, aveva un tempo di ricarica di 10 ore e appena 35 minuti di autonomia. Poi, nel 1983, il primo telefonino che divenne oggetto di massa in pochi anni.<br />
Il primo telefonino… difficile dimenticarlo. Il mio primo telefonino, comprato nel 1998, era un <a title="Panasonic GD30" href="http://etc.kiwanja.net/?tag=panasonic" target="_blank">Panasonic GD30</a> blu notte. Ricordo ancora l’entusiasmo, davanti alla vetrina del Media World, mentre guardavo quell’oggetto tanto desiderato finalmente in offerta. E l’attesa, che sembrava infinita, per l’attivazione della SIM Omnitel (ora Vodafone) per poter inviare il tanto atteso primo sms. Ancora non esisteva neppure il T9. Poi, tre anni dopo lo abbandonai per un cellulare più piccolo, il mitico <a title="Nokia 3310" href="http://bit.ly/17eqK3e" target="_blank">Nokia 3310</a> cui scelsi con cura una cover celeste (originale) che adoravo. Indistruttibile… al punto che fu adottato da una mia amica che l’ha usato sino a tre anni fa. Cambiai telefonino per uno schermo a colori e la scelta cadde su un economico <a title="Motorola C550" href="http://fc00.deviantart.net/fs23/i/2008/021/7/c/Rivalutando_il_vecchio_cell__by_Artemisia1975.jpg" target="_blank">Motorola C550,</a> ma non fu un &#8220;rapporto&#8221; duraturo. Così, dopo due anni di litigi con la tastiera, tornai da Nokia.<br />
Navigando su internet mi ritrovai davanti ad una recensione del <a title="Nokia 7360S" href="http://www.flickr.com/photos/artemisia1975/1859630680/in/photostream/lightbox/" target="_blank">Nokia 7360S </a>e fu subito un colpo di fulmine per il telefonino rosa della collezione Mon Amour. Lo tenevo con cura nel suo sacchettino per non graffiarsi finchè, un giorno, si bloccò un tasto ma la cover non volle saperne di staccarsi e zac! Con la cover si spezzò anche un lungo legame durato cinque anni.<br />
E ora, col sogno di avere prima o poi un iPhone, ho [quasi] sempre tra le mani il mio <a title="Samsung Ace Plus" href="http://instagram.com/p/SscnMAs9WE/" target="_blank">Samsung Ace Plus</a> bianco. Uno smartphone che dovrebbe essere provvisorio, ma che nel suo piccolo mi accontenta. Posso accedere ad internet, controllare la mail anche quando non sono in casa, e finalmente mi sono iscritta su Instagram, il social network di condivisione di immagini da mobile che mi fa sempre “compagnia” durante la colazione. La tecnologia si è evoluta, gli smartphone sono sempre più belli e intelligenti ma il primo telefonino non si scorda mai.</p>
<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/04/martin-cooper.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1901" alt="Martin Cooper" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/04/martin-cooper.jpg" width="627" height="473" /></a></p>
<p style="text-align: center;"> - Martin Cooper. Foto via <a title="Martin Cooper" href="http://www.flickr.com/photos/hotcherry/3049533416/lightbox/" target="_blank">Flickr</a> -</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/il-primo-telefonino-non-si-scorda-mai/">Il primo telefonino non si scorda mai</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Oltre il mare</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 18:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.mariapiacossu.it/oltre-il-mare/">Oltre il mare</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Silenzioso, l’albicocco dei miei vicini di casa è esploso in un tripudio di fiori. Dopo mesi di fotografie fatte esclusivamente con lo smartphone prendo la mia vecchia nikon coolpix e di nascosto rubo alcuni scatti. Noi sardi, anche se vediamo ogni giorno la nostra natura incontaminata, non possiamo restare indifferenti alle emozioni che questa terra [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/oltre-il-mare/">Oltre il mare</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/oltre-il-mare/">Oltre il mare</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Silenzioso, l’albicocco dei miei vicini di casa è esploso in un tripudio di fiori. Dopo mesi di fotografie fatte esclusivamente con lo smartphone prendo la mia vecchia nikon coolpix e di nascosto rubo alcuni scatti. Noi sardi, anche se vediamo ogni giorno la nostra natura incontaminata, non possiamo restare indifferenti alle emozioni che questa terra ci regala.<br />
E’ proprio in questa stagione, in primavera, che la Sardegna indossa il suo vestito più bello: colline verdi, fiori colorati, varietà di paesaggi e profumi. Per scoprirlo ci basta percorrere la litoranea Bosa-Alghero, una strada con tante curve dove è consigliato viaggiare lentamente… Non solo perché rischiamo di imbatterci in un simpatico gregge di pecore, ma anche perché a marzo si trasforma in un vero quadro naturalistico che merita di essere ammirato. Scogliere a picco sul mare e colori vivaci regalano sempre l’incanto di un viaggio nell’intimità.<br />
Poi, essere pigri come me, a Bosa, è veramente una sfortuna! Il paesaggio variegato offre infatti l&#8217;occasione per trascorrere delle belle giornate dove si ha l’opportunità di combinare varie passioni per le attività sportive all’aria aperta: trekking, birdwatching, bicicletta, equitazione, kite Surf, kayak, subacquea, vela e canottaggio sul Fiume Temo.<br />
C’è tutta una Sardegna che non rimbalza sui media e sulle riviste che mostrano i vip nelle spiagge o sugli yacht. Così come c’è una Bosa meno conosciuta, che da marzo a maggio non mi regala l’abbronzatura, ma splendide giornate di sole ideali per rilassanti passeggiate sul lungomare, o nell’inconfondibile borgo sormontato dal <a title="Una scorcio di Bosa " href="http://www.mariapiacossu.it/gallery/the-other-side-of-the-river/" target="_blank">Castello Malaspina</a>. Ma soprattutto regala questa natura di un’incomparabile bellezza che solo in primavera è possibile godere e che io amo respirare profondamente.</p>
<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2012/10/ferrovia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-774" alt="Ferrovia" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2012/10/ferrovia.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p style="text-align: center;">- La ferrovia turistica sul lungomare di Bosa -</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/oltre-il-mare/">Oltre il mare</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Tanto come la fai fai, sbagli</title>
		<link>http://www.mariapiacossu.it/ciambella-al-limone-tanto-come-la-fai-fai-sbagli/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 23:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.mariapiacossu.it/ciambella-al-limone-tanto-come-la-fai-fai-sbagli/">Tanto come la fai fai, sbagli</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Come la fai fai, sbagli. Parlo della Ciambella al limone di mia madre, meglio nota come la Ciambella di Signora Pina. Scopiazzata a suo tempo dalla sorella Maria Itria, dopo tanti anni è diventata il suo piatto forte. Alle aiutanti, ormai si sa, toccano sempre i lavori più noiosi, perciò, mentre grattugio i limoni le [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/ciambella-al-limone-tanto-come-la-fai-fai-sbagli/">Tanto come la fai fai, sbagli</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/ciambella-al-limone-tanto-come-la-fai-fai-sbagli/">Tanto come la fai fai, sbagli</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Come la fai fai, sbagli. Parlo della Ciambella al limone di mia madre, meglio nota come la <strong>Ciambella di Signora Pina</strong>. Scopiazzata a suo tempo dalla sorella Maria Itria, dopo tanti anni è diventata il suo piatto forte.<br />
Alle aiutanti, ormai si sa, toccano sempre i lavori più noiosi, perciò, mentre grattugio i limoni le chiedo la storia di questo dolce. Con il suo leggero accento sardo mi racconta: «Già ne ho fatto due! Ho preparato anche otto ciambelle al giorno. Quando vivevamo in Olanda, me le chiedevano le amiche». In effetti non ricordo averle mai visto fare meno di quattro ciambelle nello stesso giorno: due sempre pronte da regalare, e altre due di scorta nel <a title="Dentro un freezer" href="http://www.mariapiacossu.it/dentro-un-freezer/" target="_blank">freezer</a> per gli ospiti a sorpresa. Modestamente, nessuno, a detta sua, riesce a farla come lei… :-)<br />
Dopo cinquant’anni passati a sfornare il profumato dolce, ancora si domanda perché, nonostante concede a tutti la ricetta, non è mai uguale alla sua. Il trucco è che mia madre aggiunge sempre un po’ in più. Perciò, se trovi scritto sei uova devi sapere che lei ne mette sette/otto e pesa ad occhio e croce gli altri ingredienti. Ovviamente poi tutti si complimentano perchè, seppur seguendo la ricetta, il dolce si sgonfia o non è soffice… alimentando il suo orgoglio. ;-)<br />
Insomma, come stupirsi se poi fioccano le prenotazioni di ciambelle da parte di amici e parenti?<br />
La verità è che, effettivamente, la ciambella di mia madre piace tantissimo a tutti. Se la ricordano bene anche le mie coinquiline e amici di Pisa… quando viaggiavo in nave mi caricavo come un mulo e la mettevo sempre nella valigia. La ciambella ha infatti felicemente viaggiato per l’Italia e in Europa grazie ai parenti ed è stata apprezzata in Olanda, Pisa, Roma, Torino, Firenze…<br />
Con questo post, e il doveroso permesso di mia madre, mi farebbe piacere che continuasse su internet il suo viaggio. Via con il tour! Fai copia/incolla, oppure apri il tuo ricettario con penna alla mano!<br />
<div class="toggle-trigger custom"><i></i>Mostra la Ricetta</div>
				<div class="toggle-container">
					<div class="block">
						<p></p>
<h4>CIAMBELLA AL LIMONE</h4>
<p>6 uova<br />
500 gr. di zucchero<br />
600 gr. di farina<br />
2 limoni<br />
1 bicchiere di olio d’arachidi<br />
1 bustina di lievito<br />
Latte quanto basta (se necessario)<br />
Zucchero a velo</p>
<p><center>_______</center><br />
Separare i tuorli dagli albumi e montare a neve questi ultimi. Ora devi unire lo zucchero ai tuorli e montare bene con una frusta elettrica. Versa nell&#8217;impasto il succo di un limone bello grande, grattugia e unisci la buccia di due limoni. Mescola bene. Aggiungi l’olio d’arachidi. Mescola. Setaccia e versa la farina e il lievito. Mescola. Adesso unisci l’albume montato a neve e mescola con delicatezza. Se l’impasto ti sembra duro aggiungi un po’ di latte. Siamo alla fine, è arrivato il momento di imburrare e infarinare una teglia con il buco. Versa l’impasto e inforna a 180° per circa 40 minuti o comunque fino a cottura. Evita di aprire il forno in fase di lievitazione. Lascia raffreddare la ciambella e prima di servirla spolverizza con zucchero a velo.</p>
					</div>
				</div></p>
<p>E Ricorda che tanto come la fai fai, sbagli. :-P</p>
<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/03/ricetta-ciambella-al-limone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1747" alt="Fetta di ciambella al limone" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/03/ricetta-ciambella-al-limone.jpg" width="540" height="720" /></a></p>
<p><center>- La ciambella al limone di mia madre -</center></p>
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		<title>L&#8217;uomo in frac</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2013 20:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.mariapiacossu.it/luomo-in-frac-domenico-modugno/">L&#8217;uomo in frac</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Avevo forse 13 anni quando, frugando tra i tanti 45 giri e cassette di mio padre, ne trovai una bellissima e me ne appropriai senza mai pentirmene. A volte scendevo nel garage, mi sedevo sul sedile posteriore della macchina e la sentivo con l’autoradio. Includeva canzoni degli anni &#8217;50/&#8217;80. Donatella Rettore, Raffaella Carrà, Patty Pravo, [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/luomo-in-frac-domenico-modugno/">L&#8217;uomo in frac</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/luomo-in-frac-domenico-modugno/">L&#8217;uomo in frac</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Avevo forse 13 anni quando, frugando tra i tanti 45 giri e cassette di mio padre, ne trovai una bellissima e me ne appropriai senza mai pentirmene. A volte scendevo nel garage, mi sedevo sul sedile posteriore della macchina e la sentivo con l’autoradio. Includeva canzoni degli anni &#8217;50/&#8217;80. Donatella Rettore, Raffaella Carrà, Patty Pravo, Mina… e poi c’era una canzone malinconica, la mia preferita, <strong>Vecchio frac </strong>conosciuta anche come &#8220;L&#8217;uomo in frac&#8221;. Era l’ultima traccia, la numero 10 e appena finita rimandavo indietro il nastro cantando:</p>
<blockquote><p>S&#8217;avvicina lentamente con incedere elegante, ha l&#8217;aspetto trasognato, malinconico ed assente, non si sa da dove vien, ne dove va, chi mai sarà, quell&#8217;uomo in frac…</p></blockquote>
<p>Ho sempre immaginato una vecchia storia in bianco e nero come i colori di quell&#8217;elegante abito. Un misto tra leggenda e realtà…<br />
Chi mai sarà quell’uomo in frac? Me lo sono domandato tante volte ma l’ho scoperto solo l’altro giorno guardando in TV la fiction “Volare &#8211; La grande storia d Domenico Modugno&#8221; con la sorprendente interpretazione di Beppe Fiorello. Vengo a sapere, anche grazie a Internet, che questa è la storia di un principe, <strong>Raimondo Lanza</strong>. Personalità bipolare, all’epoca era considerato un playboy arrogante e spregiudicato. A 39 anni si tolse la vita gettandosi, completamente nudo, dalla finestra della sua suite d’albergo in Via Sistina a Roma. Eppure, nella triste favola urbana non avevo mai colto il suicidio… nella mia ingenuità ho sempre immaginato fosse morto perché vecchio e malato. Il dramma umano, tra i versi, è infatti solo accennato.<br />
Un uomo cammina solitario nella notte, avanza lentamente mentre costeggia il fiume, con malinconia guarda tutto ciò che lo circonda. Modugno, personaggio solare ma a tratti anche lui malinconico, canta con delicatezza e profondità d’animo uno spettrale scenario. Perfetta la descrizione nei dettagli:</p>
<blockquote><p>Ha il cilindro per cappello, due diamanti per gemelli, un bastone di cristallo, la gardenia nell&#8217;occhiello, e sul candido gilet, un papillon, un papillon di seta blu…</p></blockquote>
<p>Susanna Agnelli, ex fidanzata del Principe, disse di lui: «Quando entrava in una stanza era come un fulmine. Tutti smettevano di parlare o di fare quello che stavano facendo. Gridava, rideva, baciava tutti, scherzava. Divorava il cibo come una macchina per tritare rifiuti, beveva come un giardino assetato in un deserto, suonava il pianoforte, telefonava e mi teneva la mano, tutto contemporaneamente».<br />
Insomma, un “dandy” dalle molte facce.<br />
Chiudo il racconto invitando ad ascoltare questa triste melodia “cantilenante” con cui Modugno è riuscito, come pochi, a fare di una canzone oggetto di censura, per il tema del suicidio, uno dei brani più amati del repertorio musicale italiano.</p>
<div class='video-wrapper'><div class='video-container'><iframe  src="http://www.youtube.com/embed/KYBC4nfcoiI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></div>
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		<title>Roba da radical-chic</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 17:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.mariapiacossu.it/roba-da-radical-chic/">Roba da radical-chic</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Toglietevi dalla testa la parola “snob”, ormai si usa “radical-chic”! Come ha scritto Eugenio Scalfari, questo termine, per chi si ritiene “di sinistra”, non è un insulto ma un motivo d’onore. E diciamoci la verità, se criticate i radical-chic con tono sprezzante, è perché, in realtà, vi stanno pure un po’ simpatici. Sarà per quell’aspetto [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/roba-da-radical-chic/">Roba da radical-chic</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/roba-da-radical-chic/">Roba da radical-chic</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Toglietevi dalla testa la parola “snob”, ormai si usa “radical-chic”! Come ha scritto <a title="Articolo sui radical-chic di Eugenio Scalfari" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ebbene-si-siamo-radical-chic/2178199" target="_blank">Eugenio Scalfari</a>, questo termine, per chi si ritiene “di sinistra”, non è un insulto ma un motivo d’onore. E diciamoci la verità, se criticate i radical-chic con tono sprezzante, è perché, in realtà, vi stanno pure un po’ simpatici. Sarà per quell’aspetto volutamente trasandato o perché, tutto sommato, per molti sono icone di stile e di vita. Tutti questi motivi li rendono anche facilmente riconoscibili.</p>
<p>Per esempio:<br />
E’ roba da radical-chic mixare capi firmati con vestiti meno costosi. Per dare un tocco di classe al look, non si fanno mai mancare un elemento vintage, come il sempre attuale<a title="Berretto" href="http://www.zalando.it/brixton/" target="_blank"> berretto</a> che usava anche vostro nonno, e non rinunciano ad un accessorio etnico come la <a title="Esempio di Kefiah" href="http://www.zalando.it/blui-cuba-foulard-sciarpa-multicolore-bl954h00c-917.html" target="_blank">kefiah</a>, che non tolgono neppure d’estate con 40 gradi all’ombra.</p>
<p>E’ roba da radical-chic scrivere la lista della spesa sulla <a title="Esempio di Moleskine" href="http://www.zalando.it/moleskine/" target="_blank">Moleskine</a>, fare gli acquisti al negozio equo solidale, mangiare preferibilmente “bio” e essere vegetariani o vegani.</p>
<p>E’ roba da radical-chic vivere in una casa apparentemente dimessa… Già, perché quelle che sembrano vecchie poltrone, in realtà sono pezzi d’antiquariato.</p>
<p>E’ roba da radical-chic incontrarsi in libreria e intavolare discorsi intellettuali su Tolstoj, Baudelaire e Svevo, oppure al Circolo Arci per discutere di politica. In questo caso la parola d’ordine è sempre “No”: no alla privatizzazione, no al nucleare, no alle pellicce!</p>
<p>E’ roba da radical-chic organizzare aperitivi a base di sushi nel locale più esclusivo della città, magari per raccogliere fondi il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza.</p>
<p>E’ roba da radical-chic esprimere sempre la propria opinione sui social network ma lamentarsi continuamente per le condizioni della privacy. Ormai si è capito… i radical-chic amano protestare e criticare e lo fanno continuamente, soprattutto su Twitter. Deridono chi guarda le soap opera e Maria De Filippi ma fanno compulsivamente zapping su <strong><i>C’è posta per te</i></strong> per poter cinguettare cattivissimi tweet. Adorano <strong><i>XFactor </i></strong>ma odiano i “talent”, preferiscono <strong><i>Che Tempo Che Fa</i></strong>, <strong><i>Anno Zero</i></strong> e <strong><i>Le Invasioni Barbariche</i></strong> ma sparano a zero su Daria Bignardi e spesso, la definiscono #radical-chic. Praticamente i radical-chic ironizzano sui radical-chic. Postano su Facebook canzoni di quindici, trent&#8217;anni fa, amano Guccini, De Andrè, Gaber e brucerebbero vivi Valerio Scanu e Marco Carta. Guarderanno Sanremo perché quest’anno sarà presentato da Fazio e dalla Littizzetto e perché sul palco ci sarà una sorta di concerto del 1° maggio.</p>
<p>Ma in fondo siamo in molti ad essere “radical-chic”. Se non nel look almeno un po’ nello stile di vita, perciò… se qualcuno si identifica in questo post, o se ha conosciuto un radical-chic, può continuare l’elenco tra i commenti iniziando con la frase “E’ roba da radical-chic&#8230;”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/02/radical-chic.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1534" alt="Radical-chic" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/02/radical-chic.jpg" width="672" height="400" /><br />
</a>- Immagine via Tumblr -</p>
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		<title>Anche internet inquina</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 22:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.mariapiacossu.it/anche-internet-inquina/">Anche internet inquina</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Qualche mese fa ho partecipato ad un seminario a cura di Luca Conti per l’Internet Festival. Seguendolo da tempo sui social network sono andata più che altro per curiosità. Il seminario si intitolava “Internet è sostenibile?” e tra gli ospiti c’erano un referente di Greenpeace e un professore dell’Università Sant’Anna di Pisa. Io, che non [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/anche-internet-inquina/">Anche internet inquina</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/anche-internet-inquina/">Anche internet inquina</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Qualche mese fa ho partecipato ad un seminario a cura di <a title="Il blog di Luca Conti" href="http://www.pandemia.info/" target="_blank">Luca Conti</a> per l’<a title="Il sito dell'Internet Festival" href="http://www.internetfestival.it/" target="_blank">Internet Festival</a>. Seguendolo da tempo sui social network sono andata più che altro per curiosità. Il seminario si intitolava “Internet è sostenibile?” e tra gli ospiti c’erano un referente di Greenpeace e un professore dell’Università Sant’Anna di Pisa. Io, che non mi sono mai ritenuta un’ambientalista, inizialmente mi sono sentita un pesce fuor d&#8217;acqua, ma volevo anche capire quale fosse il legame tra Internet e inquinamento. Ascoltandoli mi si è aperto un nuovo mondo, era un argomento che non avevo mai approfondito.<br />
Scopro che internet, il web e tutto il mondo dell’Information Comunication Technology inquinano. Scopro che, nonostante nel nostro immaginario internet sia un “mondo” ecologico, in realtà tutte le operazioni che facciamo online non sono affatto ad impatto zero. Motivo per cui <a title="Il sito di Greenpeace Italia" href="http://www.greenpeace.org/italy/it/" target="_blank">Greenpeace</a> ha condotto una battaglia anche contro Google, Facebook e Twitter che si servono di data center alimentati a carbone, inquinando di conseguenza l’ambiente. Al momento sia Google che Facebook, grazie a queste iniziative di Greenpeace, stanno collaborando per cercare energie verdi. L’obiettivo è adottare una politica ambientale più rispettosa con l’uso di fonti pulite e rinnovabili.<br />
“Unfriend Coal” (Togli l’amicizia al carbone), questo è lo slogan usato da Greenpeace per chiedere a Mark Zuckerberg di scegliere energia pulita per alimentare i suoi data center.<br />
Per far capire quanta anidride carbonica produciamo, uno studio dell’Università di Harvard ha dimostrato che ogni ricerca che effettuiamo su Google produce l’equivalente di 7 grammi di CO2, pari alla metà della quantità necessaria per far bollire una teiera.<br />
Ovviamente non sono mancate le polemiche da parte di Google e le opinioni contrastanti: si inquina di più usando la macchina per recarsi in biblioteca e fare la nostra ricerca su un manuale. Non dimentichiamo comunque che navigare in Rete inquina ugualmente il pianeta, e non poco. Greenpeace sostiene che nel 2020 Internet consumerà più energia di Francia, Germania, Canada e Brasile messi assieme. Un dato preoccupante.</p>
<blockquote><p>&#8220;Greenpeace continuerà a misurare, investigare e fare campagne sui progressi del settore verso il ‘green cloud computing&#8221;.<br />
Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.</p></blockquote>
<p>A mio avviso anche noi utenti possiamo contribuire in positivo. Non a caso Greenpeace ha messo sotto accusa il “cloud computing”, tutti quei dati che non risiedono sul nostro PC ma sono ospitati su internet.<br />
Da alcuni calcoli effettuati dallo stesso Facebook, è emerso che ciascun utente del social network sarebbe responsabile mensilmente di circa 270 grammi di anidride carbonica. Evitiamo perciò di postare 10/50 foto della nostra festa di compleanno, praticamente tutte uguali. Che poi, siamo sinceri, a chi interessa vedere 50 foto, spesso e volentieri una più brutta dell’altra? Se l’impatto ambientale di internet è dovuto principalmente al consumo energetico perchè servono data center sempre più grossi e numerosi per immaganizzare i dati, possiamo iniziare a contribuire facendo un uso responsabile della Rete. Evitiamo, per esempio, di inviare inutili mail con scritto “Buh!” “:-)” e cerchiamo di pubblicare solo foto che meritano realmente di essere pubblicate.<br />
Insomma, se il futuro è nel “cloud” proviamo anche a sensibilizzare noi stessi per un futuro più green.</p>
<p><div class='video-wrapper'><div class='video-container'><iframe  src="http://www.youtube.com/embed/QPty-ZLbJt0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></div><br />
<strong>P.S</strong>: Nel video potete vedere la storia di Mark Zuckerberg e l&#8217;amicizia con un gigante amichevole blu e uno di carbone brutto e sporco. Consiglio di guardarlo.</p>
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		<title>Guarda le tue mani</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 19:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.mariapiacossu.it/guarda-le-tue-mani/">Guarda le tue mani</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con le mie mani: in quella destra ho un dito storto e spesso ho timore che il difetto si noti troppo. Allo stesso tempo, però, penso a quello che loro mi offrono e le ringrazio. Le ringrazio perché ogni giorno mi danno la possibilità di creare qualcosa. “Sii creativa, [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/guarda-le-tue-mani/">Guarda le tue mani</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/guarda-le-tue-mani/">Guarda le tue mani</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con le mie mani: in quella destra ho un dito storto e spesso ho timore che il difetto si noti troppo. Allo stesso tempo, però, penso a quello che loro mi offrono e le ringrazio. Le ringrazio perché ogni giorno mi danno la possibilità di creare qualcosa.</p>
<p><em>“Sii creativa, curiosa, leggi, informati, impara. Armati di coraggio, senza pensare ai tuoi limiti ma solo a quello che sai fare con le tue mani.”<br />
</em>Questo è quello che spesso mi ripeto nei momenti di debolezza, quando perdo le speranze di trovare un lavoro stabile.</p>
<blockquote><p>&#8220;La creatività è collegare le cose.&#8221;<br />
<i>Steve Jobs</i></p></blockquote>
<p>Allora, sii creativo.<br />
Crea e concretizza quello che sai fare, non importa quanto sei bravo, con il tempo si migliora. Usa le tue mani per scrivere, per disegnare, per cucinare, per suonare, per cucire, per digitare su una tastiera e riportare le tue idee sul computer.<br />
Sii curioso. Naviga su internet, osserva tutto quello che ti circonda. Quando esci di casa guardati attorno, ammira la natura, i palazzi, le vetrine dei negozi, l’arredamento dei locali, perché tutto può essere fonte d’ispirazione.<br />
Leggi e informati ogni giorno. Creativi si nasce o si diventa? La creatività appartiene ad ognuno di noi ma non la troviamo solo nella realizzazione di qualcosa di fisico, è anche nel nostro modo di pensare e di porci. Si può essere creativi quando si ha un’idea, o si organizza un evento, perché la creatività è immaginazione, è fantasia. Perciò sviluppa le tue capacità creative, stimolale leggendo e studiando su riviste e siti specializzati, fai pratica, confrontati nei laboratori, nei forum e leggi anche i commenti agli articoli.<br />
Impara. Ascolta dagli altri e sii umile perché ci sarà sempre qualcosa da imparare.<br />
Sii coraggioso. La creatività ha bisogno di coraggio e il lavoro di mani intelligenti.</p>
<p>Tempo fa una persona parlando dei propri limiti mi disse:<br />
“Guarda le tue mani”. Aveva ragione.</p>
<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/guarda-le-tue-mani/barchette-origami/" rel="attachment wp-att-1415"><img class="aligncenter size-full wp-image-1415" alt="Barchette origami" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2013/01/barchette-origami.jpg" width="500" height="320" /></a></p>
<p style="text-align: center;">- Foto via <a title="Guarda le foto sul mio Tumblr " href="http://mariapiacossu.tumblr.com/" target="_blank">Tumblr</a> -</p>
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		<title>Piccole Donne</title>
		<link>http://www.mariapiacossu.it/piccole-donne/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2012 18:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pia - Artemisia</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><p><a href="http://www.mariapiacossu.it/piccole-donne/">Piccole Donne</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Spero proprio che in questi giorni di festa trasmettano in TV &#8220;Piccole Donne&#8221;. Lo so, lo danno ogni anno, ma per me riguardarlo è ormai diventata una tradizione. Irreplicabile a mio avviso la versione del 1949 diretta da Mervyn LeRoy, il primo film con alla regia una donna. Una pellicola che scalda il cuore grazie [...]</p></p><p>L'articolo <a href="http://www.mariapiacossu.it/piccole-donne/">Piccole Donne</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/piccole-donne/">Piccole Donne</a> 
<a href="http://www.mariapiacossu.it">Due Parole</a>.</p><p>Spero proprio che in questi giorni di festa trasmettano in TV &#8220;Piccole Donne&#8221;. Lo so, lo danno ogni anno, ma per me riguardarlo è ormai diventata una tradizione. Irreplicabile a mio avviso la versione del 1949 diretta da Mervyn LeRoy, il primo film con alla regia una donna. Una pellicola che scalda il cuore grazie alla dolce interpretazione di una giovanissima Elisabeth Taylor, una grande (in tutti i sensi) June Allyson nel ruolo di Jo, anche se darei un premio per l’interpretazione più intensa a Margaret O&#8217;Brien, la piccola e sfortunata Beth. Poi, come dimenticarsi di Rossano Brazzi, attore italiano in un cast americano, nella parte del timido e affascinante professor Bear? Personaggio che rappresenta con orgoglio l’Europa come luogo di cultura tutto da scoprire.<br />
Quanti pomeriggi trascorsi seduta sulla poltrona, col fuoco acceso, a ridere e poi, nel finale, a commuovermi. Del resto, come si fa a non sorridere per le grandi avventure di Jo? E chi non piange per la morte di Beth ha davvero un cuore di pietra! :-P<br />
Un classico che merita di essere riproposto per chi, come me, si è immerso totalmente nella lettura del romanzo di Louisa May Alcott. Poco importa se poi le quattro sorelle prendono tutte una strada diversa&#8230; sono comunque centoventuno minuti che descrivono il cammino della vita con un&#8217;innocenza quasi perduta. Una storia che, nonostante il padre sia lontano da casa perché arruolato nell’esercito durante la Guerra Civile, riesce a far sognare grandi e piccini come in una delle più belle favole. Un film che ci fa capire quanto sia importante la famiglia, la sorellanza, l&#8217;amicizia&#8230;<br />
Per me il Natale non è &#8220;Natale&#8221; senza le sorelle March! ;-)</p>
<p><a href="http://www.mariapiacossu.it/piccole-donne/piccole-donne/"><a href="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2012/12/little-women-piccole-donne.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1723" alt="Piccole donne" src="http://www.mariapiacossu.it/wp-content/uploads/2012/12/little-women-piccole-donne.jpg" width="672" height="400" /></a></a></p>
<p style="text-align: center;">- Tratto dal Film &#8220;Piccole Donne&#8221;, 1949 -</p>
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