Maria Pia Cossu

Cosa faccio

Parlo poco, ascolto molto, leggo, studio, fotografo. Vivo di storytelling territoriale.
La mia natura versatile e camaleontica mi spinge a lavorare sul web su più settori.
Mi trovi come blogger su yStudium e come social media manager di Igers Oristano.
Nel 2013 ho fondato uno dei primi progetti sardi di storytelling per il turismo, Bosa Tour, la città in cui vivo e che amo.

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Maria Pia Cossu / Social media marketing  / Anche internet inquina
Centrale carbone

Anche internet inquina

Qualche mese fa ho partecipato ad un seminario a cura di Luca Conti per l’Internet Festival. Seguendolo da tempo sui social network sono andata più che altro per curiosità. Il seminario si intitolava “Internet è sostenibile?” e tra gli ospiti c’erano un referente di Greenpeace e un professore dell’Università Sant’Anna di Pisa. Io, che non mi sono mai ritenuta un’ambientalista, inizialmente mi sono sentita un pesce fuor d’acqua, ma volevo anche capire quale fosse il legame tra Internet e inquinamento. Ascoltandoli mi si è aperto un nuovo mondo, era un argomento che non avevo mai approfondito.
Scopro che internet, il web e tutto il mondo dell’Information Comunication Technology inquinano. Scopro che, nonostante nel nostro immaginario internet sia un “mondo” ecologico, in realtà tutte le operazioni che facciamo online non sono affatto ad impatto zero. Motivo per cui Greenpeace ha condotto una battaglia anche contro Google, Facebook e Twitter che si servono di data center alimentati a carbone, inquinando di conseguenza l’ambiente. Al momento sia Google che Facebook, grazie a queste iniziative di Greenpeace, stanno collaborando per cercare energie verdi. L’obiettivo è adottare una politica ambientale più rispettosa con l’uso di fonti pulite e rinnovabili.
“Unfriend Coal” (Togli l’amicizia al carbone), questo è lo slogan usato da Greenpeace per chiedere a Mark Zuckerberg di scegliere energia pulita per alimentare i suoi data center.
Per far capire quanta anidride carbonica produciamo, uno studio dell’Università di Harvard ha dimostrato che ogni ricerca che effettuiamo su Google produce l’equivalente di 7 grammi di CO2, pari alla metà della quantità necessaria per far bollire una teiera.
Ovviamente non sono mancate le polemiche da parte di Google e le opinioni contrastanti: si inquina di più usando la macchina per recarsi in biblioteca e fare la nostra ricerca su un manuale. Non dimentichiamo comunque che navigare in Rete inquina ugualmente il pianeta, e non poco. Greenpeace sostiene che nel 2020 Internet consumerà più energia di Francia, Germania, Canada e Brasile messi assieme. Un dato preoccupante.

“Greenpeace continuerà a misurare, investigare e fare campagne sui progressi del settore verso il ‘green cloud computing”.
Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

A mio avviso anche noi utenti possiamo contribuire in positivo. Non a caso Greenpeace ha messo sotto accusa il “cloud computing”, tutti quei dati che non risiedono sul nostro PC ma sono ospitati su internet.
Da alcuni calcoli effettuati dallo stesso Facebook, è emerso che ciascun utente del social network sarebbe responsabile mensilmente di circa 270 grammi di anidride carbonica. Evitiamo perciò di postare 10/50 foto della nostra festa di compleanno, praticamente tutte uguali. Che poi, siamo sinceri, a chi interessa vedere 50 foto, spesso e volentieri una più brutta dell’altra? Se l’impatto ambientale di internet è dovuto principalmente al consumo energetico perchè servono data center sempre più grossi e numerosi per immaganizzare i dati, possiamo iniziare a contribuire facendo un uso responsabile della Rete. Evitiamo, per esempio, di inviare inutili mail con scritto “Buh!” “:-)” e cerchiamo di pubblicare solo foto che meritano realmente di essere pubblicate.
Insomma, se il futuro è nel “cloud” proviamo anche a sensibilizzare noi stessi per un futuro più green.

P.S: Nel video potete vedere la storia di Mark Zuckerberg e l’amicizia con un gigante amichevole blu e uno di carbone brutto e sporco. Consiglio di guardarlo.

Maria Pia Cossu

Vivo perennemente connessa nel mondo digitale, il mio nome è Maria Pia Cossu e sono una web designer e social media manager. Parlo poco, ascolto molto, leggo, studio, fotografo. E vivo di storytelling territoriale.

Commenti:2

  • Asia
    20 Gennaio 2013 18:47
    Rispondi

    Conoscevo questo aspetto inquinante di internet, l’ho scoperto proprio tramite il video che hai pubblicato. E per quanto riguarda il “cosa possiamo fare” mi trovi assolutamente daccordo! Opterei per questa via anche se Facebook non inquinasse… :D
    Un abbraccio

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