Maria Pia Cossu

Cosa faccio

Parlo poco, ascolto molto, leggo, studio, fotografo. Vivo di storytelling territoriale.
La mia natura versatile e camaleontica mi spinge a lavorare sul web su più settori.
Mi trovi come blogger su yStudium e come social media manager di Igers Oristano.
Nel 2013 ho fondato uno dei primi progetti sardi di storytelling per il turismo, Bosa Tour, la città in cui vivo e che amo.
Maria Pia Cossu
Maria Pia Cossu

Web designer • Social media manager • Blogger

Mi presento

Chi sono

Vivo perennemente connessa nel mondo digitale, il mio nome è Maria Pia Cossu e sono una web designer e social media manager.
Parlo poco, ascolto molto, leggo, studio, fotografo.
E vivo di storytelling territoriale.

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La mia filosofia

Come lavoro

Se credi che essere presente sul web non sia semplicemente presentarti in modo sterile posso aiutarti a connettere emozioni e far parlare il tuo prodotto in rete grazie al visual storytelling.

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Web designer

Social media manager

Consulente web

Blogger

DUE PAROLE

Il mio blog

Be Human
[Be human] ❤️ Ho appena letto un articolo sul consumismo relazionale secondo cui non amiamo più le persone, le usiamo. La lettura mi ha fatto molto riflettere su come oggi i social hanno cambiato i rapporti personali. Si, mi piace approfondire questi argomenti. L’autrice scrive: “Gli amici? Tanti su Facebook. Ma quando hai semplicemente bisogno di fare una chiacchierata a cuore aperto, di berti un caffè in compagnia o di stare con qualcuno di fiducia, in mezzo a questi “settordici” mila persone non c’è nessuno (io direi pochi, pochissimi). Stiamo proiettando le nostre abitudini consumistiche sulla sfera affettiva. Mentre compriamo tanto, sprechiamo tanto, buttiamo via tanto e se qualcosa non è perfetto, lo eliminiamo. Facciamo la stessa cosa con le persone: ne incontriamo tante, usciamo con tante e appena qualcosa non va, le ignoriamo senza degnarle di una spiegazione. Sembra un’esagerazione ma l’aumento del “ghosting” ci dimostra che purtroppo non è così.” Non credo che sia colpa dei social quanto dell’uso che ne facciamo, ma fa pensare invece, la ragione che spinge le persone a comportarsi in questo modo.
La Milano che mi manca
C’è stato un periodo in cui ho desiderato fortemente vivere a Milano. Immaginavo la mia vita vissuta di corsa tra la metro e gli autobus per andare a lavoro e sognavo di essere assunta in una web agency colorata e creativa, un open space dall’ambiente vivace e stimolante. Ho perso il conto dei colloqui fatti a Milano, ci andavo spesso anche per trovare alcuni amici ma poi il destino mi ha riportato in Sardegna, a casa. Ogni tanto però mi piace tornare nella città della Madonnina e ieri sera, guardando un programma in TV ho avuto un po’ di nostalgia di quella città frenetica, così diversa dalla mia cittadina, dove tutto scorre a ritmo lento. Io però non sono affatto veloce e Milano mi piace osservarla perlopiù da sola, camminando piano e senza una meta precisa, anche se ho sempre paura di perdermi, di sbagliare la linea della metro, di salire sull’autobus sbagliato. Eppure mi sento così indipendente e libera quando sono a Milano, tipo posso fare tutte quelle cose banali che a Bosa se le fai sola ti considerano “strana” o asociale… Cavolo quanto mi manca fare le colazioni lunghe lunghe, in completa solitudine nei locali carini di Milano, dove nessuno ti conosce e nessuno giudica.
mariapiacossu

Il fai da te non premia

Nella realizzazione di un sito web, il "fai da te" non premia.

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