Maria Pia Cossu

Cosa faccio

Parlo poco, ascolto molto, leggo, studio, fotografo. Vivo di storytelling territoriale.
La mia natura versatile e camaleontica mi spinge a lavorare sul web su più settori.
Mi trovi come blogger su yStudium e come social media manager di Igers Oristano.
Nel 2013 ho fondato uno dei primi progetti sardi di storytelling per il turismo, Bosa Tour, la città in cui vivo e che amo.

Blog

Maria Pia Cossu / Lifestyle  / Nuoro in un giorno per Monumenti Aperti
Cucina del Museo Deleddiano

Nuoro in un giorno per Monumenti Aperti

Le città hanno sempre un aspetto diverso quando torni per la seconda, la terza, la quarta volta… Dovrebbero essere riviste, approfondite. Se la prima visita non ti ha “lasciato il segno” pianifica un nuovo punto di partenza e riscoprila insieme alla persona giusta, che sia entusiasta di condividere il viaggio con te, e allora vedrai che avrai voglia di ricordarla e di raccontarla.
Esattamente così è stata la mia esperienza con Nuoro, città un po’ odiata quando ero ragazzina, meta perlopiù di visite mediche e di lunghe attese alla stazione per tornare a Bosa. Forse a Nuoro  a parte l’ospedale  non c’è proprio niente, pensavo. E invece… invece arriva la conferma che le città vanno scoperte e riscoperte.
Una delle admin di @igers_barbargia_ogliastra mi ha coinvolto a partecipare a Monumenti Aperti, un bellissimo e interessante evento che consente l’accesso gratuito ai beni archeologici, storico-artistici e ambientali in varie località della Sardegna. Grazie alla mia amica Nugoresa, sono finalmente riuscita a vedere Nuoro da un’altra prospettiva, perché quando i luoghi raccontano una storia e quando le persone te la trasmettono con passione si riesce a cogliere la parte migliore, il segreto meglio custodito della città.
Con smartphone e fotocamera alla mano ci siamo dirette verso il vecchio quartiere San Pietro dove abbiamo percorso strette viuzze osservando antichi e affascinanti palazzi. Qua abbiamo visitato il Museo Deleddiano, la casa natale di Grazia Deledda, un’abitazione borghese posta su diversi livelli e con un accogliente giardino interno, un grande albero e panchine di legno per concedersi un momento di lettura insieme ai romanzi dell’autrice. In primavera il cortile è reso ancora più suggestivo dalla presenza di un incantevole e profumatissimo glicine. Nella cucina lo sguardo cade sugli oggetti personali e gli arredi dove nulla è trascurato: gli utensili di rame, i cesti d’asfodelo e gli alimenti della dispensa disposti con cura rendono la casa accogliente e indimenticabile. E ovviamente non è passato inosservato il rinomato premio nobel, la postazione multimediale e la porta a libro automatica che inaspettatamente si apre sulla sala dedicata allo studio romano della scrittrice. Mi è sembrata una magia…
Il nostro tour per Nuoro è proseguito nella bella e originale Piazza Sebastiano Satta con le sculture di Costantino Nivola che mi ha ricordato uno spazio un po’ “zen”, calmante e rilassante, un luogo dell’anima come i versi di uno dei migliori poeti della Sardegna a cui la piazza è dedicata.
E poi, la tanto attesa visita al MAN. Com’è che non c’ero mai stata prima? Il Museo ospita il progetto “La costante resistenziale” con artisti come Antonio Atza, Italo Antico, Gaetano Brundu, Pinuccio Sciola, Costantino Nivola, e tantissimi altri. E ripenso alle risate testando l’applicazione Periscope, con la promessa di migliorare le dirette video per promuovere le bellezze della Sardegna e rendervi partecipi delle esperienze di viaggio.
La mia Nuoro in un giorno per Monumenti Aperti si è conclusa con una suggestiva visita guidata al vecchio rifugio antiaereo di Via Deffenu 42, nell’ospedale vecchio di San Francesco. Ieri era il 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo e non poteva esserci giornata più adatta per aprire in esclusiva al pubblico i rifugi anti scheggia. Un percorso al buio tra i sotterranei ha significato ripercorrere la storia e il terrore del conflitto che hanno vissuto i nostri nonni o genitori che durante la seconda guerra mondiale sapevano bene cosa significava scappare e correre per trovare protezione in queste strutture.
Uscire dai rifugi e trovare fuori una bella giornata di sole, dove tutto scorre liscio e perfetto, senza intoppi, mi ha fatto portare a Bosa il profumo del glicine del Museo Deleddiano. Che dire di più, il mio umore è lilla glicine… sono tornata a casa felice e rilassata.

Grazie #maperti15. Grazie a Margherita che mi ha trasmesso un po’ di #Nuoresitudine. Grazie #Nuoro.

Maria Pia Cossu

Vivo perennemente connessa nel mondo digitale, il mio nome è Maria Pia Cossu e sono una web designer e social media manager. Parlo poco, ascolto molto, leggo, studio, fotografo. E vivo di storytelling territoriale.

Commenti:2

  • Nunzio
    17 Aprile 2016 07:55
    Rispondi

    Mai stato a Nuoro.

Lascia un commento

Segui il blog

Newsletter

Scusa, ma si è verificato un errore. Riprova più tardi.
Grazie per esserti iscritto!