Maria Pia Cossu

Cosa faccio

Parlo poco, ascolto molto, leggo, studio, fotografo. Vivo di storytelling territoriale.
La mia natura versatile e camaleontica mi spinge a lavorare sul web su più settori.
Mi trovi come blogger su yStudium e come social media manager di Igers Oristano.
Nel 2013 ho fondato uno dei primi progetti sardi di storytelling per il turismo, Bosa Tour, la città in cui vivo e che amo.

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Letizia Battaglia fotografata dalla figlia Shoba

Senza fiato

Fotografo, fotografo spesso. Con me ho sempre una vecchia digitale, una Nikon Coolpix quasi sempre con le batterie scariche e quando non posso utilizzarla uso lo smartphone, insostituibile per aggiornare velocemente il mio spazio su Instagram ma considero i miei scatti solo delle istantanee, un fermo immagine, un momento della mia vita che mi piace condividere con gli altri. Ho sempre avuto un album chiamato “Istantanee” sia nei miei spazi in rete che sul computer, ancora prima che nascesse il noto social network, forse anche per questo motivo non vedevo l’ora che uscisse la versione Android per iscrivermi. Dicono che Instagram abbia cambiato il concetto di fotografia, c’è anche chi sostiene che l’abbia uccisa perciò capita che mi ritrovo a domandarmi cos’è per me la fotografia oggi, ai tempi di internet, dei social network dove tutti abbiamo la possibilità di esprimerci per immagini e la fotografia ormai non è più di nicchia.

Un’immagine vale più di mille parole.

Qualche giorno fa ho visto un’intervista su Speciale TG1, un servizio dedicato alle donne del sud, un racconto di battaglie contro la Mafia raccontato dai figli delle tante donne uccise dalla criminalità, raccontato anche attraverso le foto di Letizia Battaglia, fotografa siciliana che non conoscevo, eppure è considerata “La fotografa siciliana”. Durante l’intervista sfogliava un suo libro, così per curiosità sono andata a cercare alcune sue foto sul web… ho trovato anche foto di cadaveri e in quel momento ho capito perché erano in bianco e nero, sarebbe stato difficile per lei raccontare la Mafia a colori. Lei, che ha iniziato ad usare la macchina fotografica non per passione ma per “fame”, lei che si è innamorata della fotografia studiandola ma soprattutto guardando il lavoro di grandi artisti…
Credo che dai grandi non ci sia che da imparare e che lo studio sia indispensabile per diventare dei grandi fotografi. Ovviamente non credo diventerò una fotografa ma è pur vero che grazie a Letizia Battaglia ho scoperto che è possibile innamorarsi della fotografia guardando le sue foto e che per me la fotografia è un’emozione che mi lascia senza fiato.

Una donna piange la sua miseria

– Una donna piange la sua miseria, foto di L. Battaglia –

Maria Pia Cossu

Vivo perennemente connessa nel mondo digitale, il mio nome è Maria Pia Cossu e sono una web designer e social media manager. Parlo poco, ascolto molto, leggo, studio, fotografo. E vivo di storytelling territoriale.

Commenti:2

  • Paola
    15 Dicembre 2012 12:32
    Rispondi

    Sono capitata sul tuo blog in cerca di foto di Letizia Battaglia e ho trovato questo post dedicato a lei. Ho visto anche io lo speciale in TV, conoscevo già la fotografa e hai usato un’espressione perfetta, le sue foto lasciano proprio senza fiato!

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